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ciclica contadina – 12 giugno 2011

Ciclica 2011 locandinaDOMENICA 12 GIUGNO – ORE 9.45       video

Così, quando vedrete passare un ciclista trasognato, non fidatevi del suo aspetto inoffensivo e bonario: sta preparando la conquista del mondo.
Didier Tronchet, Piccolo trattato di ciclosofia, 2000

Domenica 12 giugno saranno due le ragioni per non andare al mare. Prima i referendum abrogativi su acqua, nucleare e legittimo impedimento, da sbrigare con coscienza al mattino presto. Poi, con ritrovo alle 9 e 15 al Parco della Folletta di via Lattuada ad Abbiategrasso, la Ciclica Contadina, il cicloitinerario a tappe per campi, aie e cascine del territorio, organizzato dall’Associazione Humus in Fabula in collaborazione con diverse realtà, contadine e non, che abitano, lavorano o animano il contesto rurale di questa parte di provincia milanese.
Ventuno chilometri di strade, un terzo delle quali sterrate, lungo la Valle del Ticino tra Abbiategrasso e Robecco sul Naviglio, e, come nelle migliori “magnalonghe” a tappe, quattro accoglienti e festose aie, nel mezzo di campi a coltura tradizionale, aziende agricole in conversione biologica, contadini aperti, alcuni più diffidenti, illuminati e meno illuminati, giovani e meno giovani. Un’esperienza che vuole arrivare oltre il suo (pur apprezzabile) aspetto turistico sostenibile, di mobilità lenta e assaggi a chilometri zero da consumare nel tempo libero di una domenica di giugno. C’è un obiettivo più ambizioso, diretto a un cambiamento sociologico, di incidere, modificare e contaminare le scelte anche nel resto del tempo, quello “occupato”, attraverso una concezione più contadina, sobria, rispettosa dell’ambiente e dell’uomo, legata alla terra e al bene comune che rappresenta, slegata da un’ottica di profitto individuale, in un’unica parola: saggia. Una sorta di sollevazione pacifica, un’utopia agricola, una massa critica a pedali che possa attingere dalla campagna per cambiare le città, come sta già succedendo con decine di esperienze di Guerrilla Gardening, ovvero semplici cittadini autorganizzati che mettono in piedi piccoli orti in città, o sistemano aiuole, piantano alberi, occupano spazi incolti, costruiscono panchine per la cittadinanza con materiali di riciclo, progettano spazi comuni nel verde. Succede a Milano ma anche ad Abbiategrasso, periferia agricola della metropoli, città cosiddetta slow, storico centro a vocazione agricola. Eppure la minaccia di tangenziali e autostrade che dovrebbe coprire centinaia di ettari di suolo oggi coltivato di tutta quella saggezza, sembra non placarsi mai. Infrastrutture giustificate come strategiche e assolutamente necessarie per lo sviluppo del territorio, come se l’agricoltura fosse invece un pesante fardello che rallenta il progresso, come se le fabbriche in crisi lungo le autostrade non suggerissero niente. E quell’enorme paradosso di un Expò impegnato a “nutrire il pianeta” che rimbalza sulla bocca di tutti ma nei fatti non è ancora ben chiaro che peso avrà sul territorio, nel bene e nel male.
Ciclica Contadina sta in tutto questo. Fa parte di un processo spontaneo, globale, dal basso, messo in atto da nuove (o rinnovate) sensibilità agresti, diverse ma contraddistinte dal rispetto per la terra, emerse nell’abbiatense grazie alle realtà che da anni lavorano sul territorio censendo aziende agricole, incoraggiando modalità di coltivazione più sostenibili, proponendo corsi di approfondimento, sostenendo i piccoli produttori, lavorando sul tema del riuso e del riciclo, aprendo nuove visuali e sviluppando nuove forme che, tra l’altro, complici anche la crisi e un sistema ottuso che continua a produrre precariato e insoddisfatti, stanno riavvicinando tanti giovani all’agricoltura.
Ciclica Contadina, vuole essere una testimonianza di esperienze, uno spaccato di mondo in senso contadino, una proposta alternativa che, nel conflitto tra città e campagna si identifica nella parte più indifesa dei due contendenti, dalla parte di barricata dove è più facile scorgere un orizzonte. Perché se in fondo alla strada vigevanese, verso est, c’è una metropoli che scalpita e cerca nuovi spazi da consumare, qui c’è chi sta seminando processi completamente opposti. E la Ciclica Contadina, è uno di questi.

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