ciclica 2011


DOMENICA 12 SETTEMBRE – ORE 9.45
CICLICA CONTADINA 2011

Così, quando vedrete passare un ciclista trasognato, non fidatevi del suo aspetto inoffensivo e bonario: sta preparando la conquista del mondo. Didier Tronchet, Piccolo trattato di ciclosofia, 2000

Domenica 12 giugno saranno due le ragioni per non andare al mare. Prima i referendum abrogativi su acqua, nucleare e legittimo impedimento, da sbrigare con coscienza al mattino presto. Poi, con ritrovo alle 9 e 15 al Parco della Folletta di via Lattuada ad Abbiategrasso, la Ciclica Contadina, il cicloitinerario a tappe per campi, aie e cascine del territorio, organizzato dall’Associazione Humus in Fabula in collaborazione con diverse realtà, contadine e non, che abitano, lavorano o animano il contesto rurale di questa parte di provincia milanese.

Ventuno chilometri di strade, un terzo delle quali sterrate, lungo la Valle del Ticino tra Abbiategrasso e Robecco sul Naviglio, e, come nelle migliori “magnalonghe” a tappe, quattro accoglienti e festose aie, nel mezzo di campi a coltura tradizionale, aziende agricole in conversione biologica, contadini aperti, alcuni più diffidenti, illuminati e meno illuminati, giovani e meno giovani. Un’esperienza che vuole arrivare oltre il suo (pur apprezzabile) aspetto turistico sostenibile, di mobilità lenta e assaggi a chilometri zero da consumare nel tempo libero di una domenica di giugno. C’è un obiettivo più ambizioso, diretto a un cambiamento sociologico, di incidere, modificare e contaminare le scelte anche nel resto del tempo, quello “occupato”, attraverso una concezione più contadina, sobria, rispettosa dell’ambiente e dell’uomo, legata alla terra e al bene comune che rappresenta, slegata da un’ottica di profitto individuale, in un’unica parola: saggia. Una sorta di sollevazione pacifica, un’utopia agricola, una massa critica a pedali che possa attingere dalla campagna per cambiare le città, come sta già succedendo con decine di esperienze di Guerrilla Gardening, ovvero semplici cittadini autorganizzati che mettono in piedi piccoli orti in città, o sistemano aiuole, piantano alberi, occupano spazi incolti, costruiscono panchine per la cittadinanza con materiali di riciclo, progettano spazi comuni nel verde. Succede a Milano ma anche ad Abbiategrasso, periferia agricola della metropoli, città cosiddetta slow, storico centro a vocazione agricola. Eppure la minaccia di tangenziali e autostrade che dovrebbe coprire centinaia di ettari di suolo oggi coltivato di tutta quella saggezza, sembra non placarsi mai. Infrastrutture giustificate come strategiche e assolutamente necessarie per lo sviluppo del territorio, come se l’agricoltura fosse invece un pesante fardello che rallenta il progresso, come se le fabbriche in crisi lungo le autostrade non suggerissero niente. E quell’enorme paradosso di un Expò impegnato a “nutrire il pianeta” che rimbalza sulla bocca di tutti ma nei fatti non è ancora ben chiaro che peso avrà sul territorio, nel bene e nel male.

Ciclica Contadina sta in tutto questo. Fa parte di un processo spontaneo, globale, dal basso, messo in atto da nuove (o rinnovate) sensibilità agresti, diverse ma contraddistinte dal rispetto per la terra, emerse nell’abbiatense grazie alle realtà che da anni lavorano sul territorio censendo aziende agricole, incoraggiando modalità di coltivazione più sostenibili, proponendo corsi di approfondimento, sostenendo i piccoli produttori, lavorando sul tema del riuso e del riciclo, aprendo nuove visuali e sviluppando nuove forme che, tra l’altro, complici anche la crisi e un sistema ottuso che continua a produrre precariato e insoddisfatti, stanno riavvicinando tanti giovani all’agricoltura.

Ciclica Contadina, vuole essere una testimonianza di esperienze, uno spaccato di mondo in senso contadino, una proposta alternativa che, nel conflitto tra città e campagna si identifica nella parte più indifesa dei due contendenti, dalla parte di barricata dove è più facile scorgere un orizzonte. Perché se in fondo alla strada vigevanese, verso est, c’è una metropoli che scalpita e cerca nuovi spazi da consumare, qui c’è chi sta seminando processi completamente opposti. E la Ciclica Contadina, è uno di questi.

PROGRAMMA

RITROVO
Abbiategrasso, Parco della Folletta in via Lattuada. Iscrizione e visita agli orti della ATS2 tra Annunciata e Folletto 25603, riaperti dopo gli sgomberi del 2007 e lasciati incolti per 4 anni.

PRIMA TAPPA
Cascina Morosina, che produce birra artigianale, ha campi in conversione al biologico e ospita un caseificio. Faremo colazione con torte fatte in casa offerte da Humus in Fabula e dal Gruppo di Acquisto Solidale di Abbiategrasso.

SECONDA TAPPA
Cascina Gambarina. In piena conversione al biologico grazie al progetto degli Orti Colti. Lo scorso anno è stata tappa finale della Ciclica Contadina. Assaggeremo i suoi prodotti freschi, appena colti dai campi.

TERZA TAPPA
Cascina Vecchia. Allevamento suino e bovino dei fratelli Boldini Ci offriranno il loro salame. Non mancheranno alternative per i vegetariani.

QUARTA TAPPA
Cascina Lema. Ultima tappa, esperienza coraggiosa di giovani agricoltori partiti subito con il biologico. Si assaggerà il risotto della Cascina Sincera e poi grande festa, sarà allestito un’area massaggi, un’area yoga, giochi per bambini, relax, videoproiezioni, balli popolari e intrattenimenti vari.

Il percorso è di circa ventuno chilometri (escluso rientro Cascina Lema-Abbiategrasso che è in autonomia). Da Cascina Lema, situata nel comune di Robecco sul Naviglio, si può rientrare ad Abbiategrasso attraverso l’alzaia del Naviglio, in circa otto chilometri.

Cicli Cordara fa da assistenza ciclica, in caso di forature. E’ necessario iscriversi a info@humusinfabula.org entro il 5 giugno